il periodo rosa della mia ANIMANERA

Aggiornamento: set 19

Notti di red zone, purtroppo non ad Amsterdam, ma in quel monolocale che mi ospitava nella città dei lupi. All’orizzonte qualche caotico tentativo di estendere la propria rete di amicizie, ma, viste le restrizioni, si tentò di allargare le conoscenze verso cantine del territorio a me circostante.


Il progetto Autoctono Campano sferrava i primi colpi e attirava le prime critiche, chiaro segnale che si stava percorrendo la strada giusta. Così ho fatto introspettiva e mi sono convinto… perché no, indagare su quell’ala campana così defilata sui red carpet del vino: il beneventano.


L’impresa non è stata facile, non sto neanche a ripeterlo. Sicuramente quello stesso DNA che aveva caratterizzato così energicamente il temperamento dei suoi abitanti non è riuscito a diluirsi nel corso dei secoli, facendo prevalere in loro un patriarcale senso di appartenenza e repulsione verso l’esterno.


Ma nel Sannio c’è chi umiliò l’esercito romano lungo le forche caudine e chi, una volta annesso al sistema, contribuì alle riforme e al progresso culturale. Io penso proprio di essermi imbattuto, per mia fortuna, con un discendente di quest’ultima categoria.


Così mi viene presentata per la prima volta un’etichetta Rossovermiglio:

All’anagrafe Verlingieri, pedrigree di almeno 2 secoli in vigna, si ritrova a fortificare un regime vitivinicolo in una città che purtroppo non viene battuta neanche per sbaglio dalle rotte enoturistiche, ma facendosi il segno della croce ci si potrà accorgere che siamo a due passi dalla Pietralcina di Padre Pio, esattamente a Paduli, nonché poco distanti dalla culla di San Giuseppe Moscati e quindi, questa Cantina avrà sicuramente “i suoi Santi in Paradiso” per poter prosperare.


Ma passiamo al vino, cambiamo playlist, tiriamo fuori dal frigo le bottiglie e lasciamo qualche secondo sul tavolo ANIMANERA. Intanto dalle casse, da una distorsione del nome dell’etichetta, parte “A Mi Manera” dei Siempre Asì.


Ma come, non conoscevi né l’etichetta né la traccia? Aspetta che t’aiuto: Il primo è un Aglianico 100% Spumante che vive e si contorce in autoclave, l’altra è un omaggio in chiave Flamenco a “My way” di Frank Sinatra.


Ora appare tutto più chiaro, la bottiglia comincia a gocciolare ed anche al calice ci si palesa con lo spirito giusto: perlage al ritmo de las palmas mentre un color salmone sguizza dal bicchiere cominciando a mostrare la sua vera anima.

Anima nera? Certo, perché l’Aglianico ha un suo lato oscuro e non ama i pizzicotti in autoclave né quei freddi recipienti in acciaio inox, ma nonostante ciò Rossovermiglio ha deciso di fare “a mì manera”, rivolgendosi all’uvaggio stesso con il più classico degli “sta senza penzier” in stile Gomorra.

Giusto! Un vino non deve necessariamente piacere a tutti, assecondando i fanatismi del mercato snaturando il proprio DNA (ogni riferimento al Prosecco rosè è tutt’altro che casuale), né tantomeno esasperare una spumantizzazione quando non è richiesta. Ma questo rosa, come quel famoso periodo di Picasso, è una relazione felice tra prodotto e produttore ed io ve la descrivo così:


• Rosa sì, ma non provenzale, ne abbiamo abbastanza di lavanda, ogni tanto un po’ d’ortica non guasta!

• Se ai dolci si aggiunge un pizzico di sale per esaltare i sapori, qui una piccola dose di zuccheri è lasciata in vita per calmare i bollenti spiriti, non dimentichiamo che è un Aglianico!

• Gusto da lingua biforcuta, o meglio, da bevitori di Negroni, offre due distinte letture al palato: ingresso zest d’arancia, sorso botanico e chiusura sour. Anima nera qui ti ho riconosciuta!


E se il periodo rosa era basato sull’intuizione, qui abbiamo ricevuto una prima grande conferma: fare di testa propria a volte (ma sottolineo solo a volte) può far bene!


E allora torniamo sui nostri passi, o meglio ripercorriamo quella traccia, My Way, per rispondere con le stesse parole di The Voice a tutti coloro che accusano l’iniziativa, l’azzardo, il successo: The record shows I took the blows and did it my way.


Abbiamo imparato da Pirandello che gli altri ci vedono diversamente da come noi vediamo noi stessi e quindi, nonostante la nostra anima nera, possiamo sempre brillare e regalarci un momento felice, meglio con qualche bollicina rosa!



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